Contatto: una nuova cultura culinaria

giulia soldaticontatto

 

Giulia Soldati è una giovanissima food designer del panorama italiano, attualmente vive e lavora a Milano, dopo una laurea in Design del Prodotto alla NABA (Nuova Accademia di belle Arti) a Milano, ha proseguito la sua formazione in Olanda, alla Design Academy a Eindhoven, con un Master in Social Design.

La sua mission è abbattere le barriere che ci sono oggi tra il cibo e le persone. Nel 2016 nasce Contatto, il punto di partenza è ricostruire le origini, stabilire un controllo diretto delle percezioni sensoriali legate al mondo del cibo. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere   con lei, conosciamola meglio.

1) Mi ha davvero incuriosita il tuo approccio al mondo del cibo, hai studiato in Italia e poi in Olanda. Chi è davvero Giulia Soldati?

Sono una designer, innamorata del cibo e delle culture culinarie. Mi emoziono davanti a un piatto di spaghetti. Ogni volta mi faccio incantare, incuriosire e ispirare dal magnifico mondo del cibo e le sue sfaccettature. Credo che questa sia la parte più italiana di me, ma devo ringraziare l’Olanda per avermelo fatto capire. Il fatto di non avere una cultura culinaria forte come la nostra mi ha spinto a ricercare diverse culture culinarie, le gestualità, i riti, facendomene conoscere quindi tante altre.

2) Da cosa nasce questo nome e cosa vuole comunicare?

La parola Contatto racchiude l’essenza del progetto e della mia ricerca, e lo interpreto in due modi. ‘Contatto’ si riferisce al contatto fisico, alla prossimità, al toccare. Dividendo in due questa parola si ottiene “con”- “tatto”: quindi con il senso del tatto, ma anche con cura, che per me è prendersi il tempo e l’attenzione per comprendere il cibo. Contatto è diventato una cultura culinaria, e un’esperienza sensoriale, con le proprie gestualità, significati ed etichette attorno alla tavola.

3) Quindi ora dacci un motivo valido per mangiare con le mani.

Direi che ce ne sono molti più di uno! Pensate a quando da piccoli vostra mamma o vostra nonna vi porgeva un pezzo di pane, e vi rendevate conto che era ancora caldo. E’ una sensazione di sorpresa e scoperta unica, ancora prima che il cibo arrivi alla bocca. Pensate invece alla temperatura fredda della forchetta che tocca le labbra. Non è una sensazione ‘naturale’. Perché dovremmo mettere del metallo nella nostra bocca insieme al nostro cibo?

Mangiare con le mani, anzi, dalle mani, ci permette di assaporare il cibo ancora prima che arrivi alla bocca. Se ne percepiscono le temperature, le consistenze, le textures e addirittura il peso. Mangiare con le mani coinvolge gestualità nuove, quasi primitive, che si creano attorno alla tavola. Inoltre rimette in gioco il senso del tatto, che altrimenti sarebbe escluso dall’atto del mangiare: le mani sono anche un meraviglioso strumento di percezione tattile. Immaginatevi la sensazione del sale e il pepe che solleticano il palmo, il tuorlo d’uovo che scorre dal palmo fino alla punta delle dita e il crumble di pane che cade sulla pelle.

Insomma, queste bellissime sensazioni che il cibo può suscitare bisogna provarle direttamente sulla pelle per comprenderle davvero!

5) Hai scelto di rimanere a lavorare in Italia. Spesso i giovani sono scoraggiati in questo Paese, molti preferiscono andare via e all’estero abbiamo tante eccellenze italiane. Tu perché hai deciso di restare?

Più che di restare ho deciso di tornare. Credo che noi italiani abbiamo una sensibilità e passione nell’approcciare il cibo che altre culture spesso non hanno in modo così accentuato. Ho sentito il bisogno di tornare per portare una visione del percorso fatto all’estero, e per respirare nuovamente la passione italiana, per farmi ispirare dalla nostra cultura, culinaria e non.

6) Si sente spesso parlare di food designer, ma cosa fa esattamente un food designer durante la giornata?

Prima di essere una ‘food designer’, mi sento semplicemente una designer appassionata di cibo e di culture culinarie. E come tutti i progettisti, mi faccio incuriosire, ricerco, approfondisco e progetto, cercando di trasmettere dei messaggi tramite quello che faccio. Il cibo diventa ispirazione, soggetto, e prodotto. E’ un mondo vasto da esplorare tenendo in considerazione l’intero sistema che lo circonda: produzione, consumo, distribuzione, culture culinarie diverse, ristorazione. Quello che mi affascina maggiormente di questo soggetto è che chiunque entra in contatto ogni giorno con il cibo, quindi è un soggetto che non può non toccarci nel profondo.

7) Il mondo della ristorazione negli ultimi anni ha partecipato al grande cambiamento del mondo digitale. Non sempre è facile restare al passo con i tempi, conciliare tradizione e innovazione. Cosa manca secondo te oggi al mondo della ristorazione?

Non so se posso rispondere nel modo appropriato a questa domanda, non lavorando direttamente nel mondo della ristorazione. In ogni caso, credo che il conciliare discipline diverse è qualcosa che mi piacerebbe vedere sempre di più nella ristorazione. Discipline diverse hanno anche approcci diversi. Unendo queste diversità si arriva sicuramente a un prodotto migliore. Potrebbe essere una collaborazione tra ristorazione e design, ma non solo, per creare esperienze, gestualità, modi diversi di fruizione del cibo.

Ma a mio parere è una tendenza che si sta già diffondendo, e ho potuto costatarlo in prima persona avendo l’onore, e il piacere, di collaborare con dei giovani chef italiani. Spero che questo sia il futuro!

7) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuare e ampliare la mia ricerca, viaggiare per conoscere diverse culture culinarie, e collaborare con chef diversi! E perché no, creare un ristorante temporaneo basato sulla mia ricerca che possa viaggiare in diverse città.

8) Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

Tanta curiosità e appetito!

9) Concludiamo l’intervista con un giochino: se io ti dico CIBO qual è la prima parola che ti viene in mente per associazione?

Più che una parola associo il profumo di soffritto che proviene dalla cucina quando qualcuno sta cucinando.

Per saperne di più visitate il sito del progetto: http://contattoexperience.com/